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L’identikit del viaggiatore post-covid: chi è, cosa cerca e cosa si aspetta

L’esperienza vissuta nell’ultimo anno ha lasciato segni tangibili nell’identikit del viaggiatore tipo e, di conseguenza, nella spinta motivazionale degli italiani intenzionati ad acquistare una vacanza o un soggiorno.

Analizziamo insieme l’attuale quadro della domanda per interpretare correttamente le esigenze dei new tourist, entrando in piena sintonia con le loro aspettative. Innanzitutto vengono ricercati sempre di più spazi all’aria aperta capaci di offrire una maggiore libertà personale oltre che luoghi “piccoli” e familiari: in questo strutture in piena campagna o con giardini/piscine interni sono sicuramente le più richieste perché in grado di poter garantire all’ospite un luogo più ampio e sicuro in cui muoversi.

Al contrario, strutture che offrono servizi standard e che mancano di flessibilità in condizioni di prenotazione, soggiorno e cancellazione vengono scelte sempre di meno. Questo accade perché l’ospite vuole sentirsi rassicurato e protetto in ogni caso e scenario possibile.

A causa dell’emergenza sanitaria, il viaggiatore post-covid tenderà a spostarsi con mezzi propri piuttosto che con sistemi di mobilità collettiva (aereo, treni, autobus) e a preferire metodi di prenotazione last minute se non last second a causa dei mille dubbi che ha (sono tipici pensieri come “aspetto fino all’ultimo per vedere che succede”).

Sul mercato italiano, il 12,3% del turismo è ancora rappresentato dall’ospite “tradizionale” che presta grande attenzione alla situazione sanitaria ma è volenteroso di spendere una cifra non eccessiva.
Per quanto riguarda la disponibilità economica, una ricerca mostra che la massima cifra che il turista pensa di poter spendere è 171,50 per una notte mentre la minima è 51,70 euro: ne deriva che la media è comunque intorno ai 78/80 euro.

Il turista post-covid è disposto a soggiornare fuori casa tra i quattro e i quattordici giorni: studi evidenziano che più cresce l’attenzione verso le norme anticovid, meno dura la vacanza. È da notare infine come, secondo una ricerca condotta nel Regno Unito, l’emergenza sanitaria in corso cambierà profondamente anche il modo di viaggiare dei Millennials.

Anche i giovani under 35, che non sono soliti prenotare tramite agenzie viaggi, per effetto del coronavirus si affideranno sempre più spesso alla consulenza di un agente. Questo, per la competenza e le rassicurazioni che possono offrire in tempi tanto incerti. Dalla ricerca è emerso infatti che, su un campione di quasi 2000 persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni, il 62% ha sempre prenotato autonomamente le proprie vacanze. Ma di questa percentuale, ben il 44% si dice disposto a cambiare abitudini di pianificazione del viaggio.

Abbiamo visto insieme alcune importanti informazioni sui viaggiatori post-covid e come l’emergenza sanitaria abbia cambiato le abitudini di scelta e di soggiorno degli ospiti. Hai qualcosa da aggiungere? Vorresti avere altre informazioni? Commenta il post e dicci la tua!

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