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Aprirsi al cicloturismo: costi e possibilità di un trend in crescita

Il turismo sostenibile ha avuto negli ultimi anni un momento di grande fortuna e successo. Lo scopo è quello di mettere in primo piano la naturalezza delle relazioni tra chi viaggia e la popolazione residente oltre che far scoprire delle piacevoli modalità di visita del territorio a basso impatto ambientale.

Tra queste modalità, la bicicletta è quella più utilizzata dai turisti: un mezzo agile adatto a percorsi canonici (tour di città per esempio) ma capace di portare rapidamente il viaggiatore anche in zone meno battute, consentendo di godere appieno delle meraviglie del luogo di soggiorno.

Nel 2019, il fenomeno è esploso: 55 milioni di presenze sviluppate da questo tipo di vacanza, pari al 6,1% dei pernottamenti complessivi in Italia.

I mercati di provenienza sono sia Italiani che internazionali mentre le mete scelte si trovano più che altro nel centro-nord della penisola. Gli ospiti che scelgono la bicicletta in vacanza non lo fanno a caso: molti sono talmente appassionati da portare la propria compagna di avventure in quante più avventure possibili, altri sono incuriositi dall’originalità degli itinerari mentre altri ancora sposano la filosofia green del mezzo stesso. Tutti quanti però, esperti o meno, si aspettano di trovare un servizio di un certo livello, arrivando addirittura a spendere più di quanto preventivato purché l’esperienza sia degna di ricordo.

Ma come può la mia struttura aprirsi al cicloturismo? Quali sono i costi? Quali servizi offrire?

Primo tra tutti i consigli è cercare di conoscere a fondo il proprio target per riuscire a coglierne desideri, necessità e difficoltà . Ad esempio, per il secondo tipo di turista che chiameremo “L’Esploratore” possiamo dire che:

– il suo reddito è medio-alto

- il suo desiderio è quello di scoprire la città, la regione o più in generale il territorio attraverso la bicicletta

– sono disposti, secondo stime, a spendere dai 170 ai 200 euro per un tour

– cercano la qualità sia nel mezzo che negli itinerari

– possono essere spesso indecisi e per questo vanno guidati nella scelta e nel vivo dell’esperienza

Il secondo consiglio è quello di scegliere dei mezzi adatti al proprio territorio che poi verranno proposti all’ospite: se si è in città, delle classiche biciclette potranno andare più che bene, se si è in montagna si dovrà optare per delle Mountain bike.

È doveroso a tal proposito parlare delle e-bike: questi mezzi, corredati di di motore elettrico, hanno fatto sì che il concetto di cicloturismo potesse essere applicato a realtà e percorsi difficilmente percorribili in bicicletta. Ultimamente l’e-like sta rappresentando un trend sia tra i neofiti che tra gli esperti: si stima che il tempo di attesa medio dal momento dell’ordine a quello dell’acquisto sia di circa 1-2 mesi. Proporre una o più e-bike potrebbe rappresentare un ottimo servizio ancillare per l’hotel, considerando che il concetto stesso di “bicicletta elettrica” contribuisce a una percezione più green della struttura.

Terzo punto da tenere in considerazione: il costo. La spesa per offrire questo tipo di servizio non è la stessa per tutti. Dipende innanzitutto dal tipo di mezzo offerto, dal proprio target, dalla quantità di biciclette acquistate o noleggiate, dalla presenza o meno di accompagnatori e ultimo ma non meno importante dall’intermediazione o dalla disintermediazione rispetto a un tour operator. Ti consigliamo quindi di valutare attentamente ogni aspetto citato per avere una stima di spesa il più accurata possibile.

A questo punto pensiamo a quali servizi offrire agli ospiti che praticano cicloturismo. Un luogo dove poter riporre la propria bicicletta, magari corredato di un minimo di attrezzatura specifica, potrebbe essere l’ideale per incentivare il turista che viaggia con la propria due ruote a soggiornare da noi. La proposta poi di uno o più mezzi potrebbe aiutarci a intercettare la domanda di chi invece si sposta senza il proprio mezzo o del viaggiatore che decide all’ultimo minuto se e quando vivere un’esperienza in bicicletta. Creare poi una “bike box” potrebbe essere un’idea interessante: una box (da vendere come servizio aggiuntivo o da includere nel costo della camera) contente tutto il necessario per l’uscita in bicicletta dell’ospite (esempio: cartina, acqua, snack, piccolo kit di manutenzione). Offrire un servizio di lavanderia aiuterà poi indubbiamente l’ospite una volta tornato in struttura, preparandolo magari per un’altra avventura.

Abbiamo visto insieme come poter sfruttare al massimo il trend del cicloturismo. Vorresti aggiungere qualcosa? Vuoi raccontarci come la tua struttura coinvolge questo mercato? Hai idee in più? Commenta ora il post!

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